10 marzo 2015

活 (Huó) - Vivere


"Addio Henner..."
Quegli occhi azzurri mi guardavano attraverso un oblò di vetro, occhi che risvegliavano in me sensazioni profonde, e che mai avrei voluto provare ancora una volta.

_____________________________________________________________________________


"Ancora un ultimo sforzo amore mio..."
Occhi lucidi di lacrime, mentre Zoey mi guardava, chiedendomi aiuto tacitamente. Strinsi la sua mano più forte che potevo, mentre dava quell'ultima spinta, quella che finalmente avrebbe donato al mondo lavita di Kevin. Attimi che durarono ore, mentre vedevo il miracolo della vita avvenire di fronte ai miei occhi. Sentii il suo primo vagito, e qualcosa nel mio cuore si ruppe. Una sensazione che mi prese la spina dorsale, il petto, lo stomaco e i polmoni, mentre lui piangeva forte.

"Vuoi tenerlo?"
Zoey mi passò il nostro bambino, Kevin Isaac, un esserino di appena tre chili, che non appena aveva sentito la voce di sua madre, aveva smesso di piangere. Lo presi in braccio, e improvvisamente mi resi conto di quanto fossi debole di fronte a lui. Mi sentii quasi spaventato da quel piccolo essere inerme. Qualcosa da quel momento era cambiato, un nuovo inizio, un nuovo scopo per cui vivere.

_____________________________________________________________________________


"Corri amore mio..."
Un allarme risuonava per i corridoi metallici di quell'astronave. Non so bene cosa stesse succedendo, ma mia madre era riuscita a liberarsi dalle catene e a liberare anche me. Uno scossone ci fece cadere a terra, ma la mia mano non lasciò la sua. Continuava a dirmi che andava tutto bene, ma le lacrime che aveva negli occhi dicevano il contrario. Ci rialzammo e ricominciammo a correre.


"Dove credi di andare?!"
"Mamma!"
Un uomo nerboruto le prese il braccio con forza, strattonandola verso di se, ma lei, forte come le tempeste di neve di Saint Andrew, riuscì a sfilargli il coltello dalla cintura, piantandoglielo nella gola. Era l'uomo che mi aveva preso di peso, mentre cercavo di scappare nella neve.

_____________________________________________________________________________


"Conosco già questa favola..."
"Ah sì? La regina delle nevi? Pensavo che tuo padre non te ne leggesse neanche una..."
"No, hai ragione... non so perchè la conosco, ma mentre la leggevi, ho provato la stessa sensazione di solitudine che provo ogni volta che sogno quella scena..."
"Forse è qualcosa legato al tuo passato... te l'ho già detto amore mio... forse dovresti lavorare su te stesso, parlare con uno psicologo... sai? I ricordi rimossi possono essere risvegliati con l'ipnosi..."
Sapeva benissimo cosa ne pensassi a riguardo, infatti semplicemente le dissi di no, e le diedi la buona notte. Non riuscii a chiudere occhio quella notte. Le immagini che per tutta una vita mi avevano perseguitato erano tornate, ma non ero in grado di realizzare che quel bambino nella neve fossi io. Non ne ero stato mai in grado, prima di Kevin.

_____________________________________________________________________________


"Ricordi quando giocavi a nascondino con gli altri bambini? Ecco, ora tu stai qui, chiudi gli occhi e inizia a contare..."
"Va bene... voglio tornare a casa però..."
"Ci torneremo... ora... ora chiudi gli occhi e conta... va bene?"
Quell'ultima risposta mi venne data con la voce rotta dal pianto. All'improvviso un fiume di lacrime le aveva ricoperto il viso, mentre attivava il comando di chiusura di quella porta. Iniziai a contare, non ero molto bravo, ma a dieci, sentii un tonfo sordo contro la porta. Mi avvicinai, cercando di vedere cosa stesse succedendo. Non riuscivo a sentire i suoni, e a malapena riuscivo a vedere dall'oblò. All'improvviso, il volto di mia madre, piangente, si affacciò. Disse qualcosa, ma non la sentivo. Realizzai solo dopo, quando sentii diversi tonfi, colpi di mitragliatrice che colpirono la porta, e il volto di mia madre, che spariva con un espressione immobile, vuota. La capsula venne eiettata nello spazio profondo. Guardavo ancora dall'oblò, ma tutto ciò che vidi fu un astronave, che dopo pochi minuti, esplose in mille pezzi, attaccata da una molto più grande.

_____________________________________________________________________________

"Mamma!"
Mi svegliai di soprassalto, nel cuore della notte, tanto da svegliare anche Zoey. Mai avevo avuto una reazione del genere ad un incubo. Lei mi abbracciò e mi baciò, cercando di tranquillizzarmi, ma quando vide le lacrime solcare i miei occhi, si spaventò ancora di più.

"Devo andarmene... non posso rischiare che Kevin... devo lasciare l'Ottava Flotta..."
Mi alzai di corsa, andando verso la stanza del piccolo. Era sveglio, ma non stava piangendo. Era come se mi stesse aspettando. Lo presi in braccio, e lo strinsi a me. Non potevo rischiare di lasciarlo senza un padre. Ho vissuto sulla mia pelle la perdita di un genitore in tenera età, e non potevo rischiare di condannarlo a quello stesso destino. Lo abbracciai più forte che potevo, gli baciai la fronte e lo rimisi nel lettino.

_____________________________________________________________________________


Dopo essermi rimesso a letto, sognai mio padre. Sorrideva, e teneva per mano il bambino che ormai avevo realizzato essere io. Camminavamo nella luce, e improvvisamente iniziai a vedere tutte le persone che per me erano state importanti e che in un modo o nell'altro avevo lasciato indietro. Mentre camminavamo, crescevo, e lui invecchiava. Lasciò la mia mano solamente quando arrivammo a Zoey. Mi guardava, e nei suoi occhi percepii un orgoglio profondo. Era fiero di me, e di dove ero arrivato. Nel mio cuore, capii che tutto quello che aveva cercato di insegnarmi, era di diventare una persona migliore di lui. Non erano i meriti militari, il denaro... ma l'amore, l'aver messo su una famiglia. L'ordine che ha sempre cercato di insegnarmi, non riguardava l'universo al di fuori di me, ma l'universo dentro di me. L'ordine che ho sempre cercato... finalmente ero riuscito a trovarlo...

8 febbraio 2015

畏死 (Wèi sǐ) - Paura di Morire


"Corri al riparo!"

Eravamo sotto attacco, un agguato in piena regola, in cui ero stato costretto ad abbandonare il thor. Ero in mezzo alla strada, in mezzo al fuoco nemico, mentre davo quell'ordine a Leah. I rinforzi erano ancora lontani dall'arrivare, e il nemico si avvicinava. Quell'uomo, la cui agilità superava quella di qualsiasi essere umano, affondò la sua spada nel mio petto, e mi scagliò in un limbo di incoscienza. Diverse immagini si susseguirono in quel momento, ma una in particolare mi ossessionava. Zoey era da sola e piangeva, con nostro figlio in braccio. Si avvicinò lentamente, baciandomi sulle labbra, sussurrando poche parole e svanendo come fumo.


"Anche tu te ne andrai..." 

_____________________________________________________________________________


"Prendo il bambino..."

Osservavo ancora una volta quella scena. Il bimbo era piccolo, ma capì esattamente quello che quell'uomo aveva detto. Iniziò a correre più veloce che poteva, ma in mezzo la neve, lo raggiunse rapido come un rapace sulla sua preda. La sua carnagione era scura, olivastra, e i suoi occhi erano neri. Lo afferrò, tirandolo su di peso, e ridendo lo portò verso il vano di carico di quell'astronave. Il bambino si ribellava, ma non poteva fare niente per liberarsi da quella stretta ferrea. Io ero lì, inerme, mentre l'angoscia si impossessava di me.


"Per le donne e i bambini pagano un sacco... ci faremo un bel gruzzoletto..."

_____________________________________________________________________________

"Svegliati..."

Zoey piangeva. I suoi singhiozzi mi hanno riportato alla realtà. Ero in un letto di ospedale, ma non riuscivo a mettere a fuoco nulla di ciò che mi stava intorno. La guardai, sorrisi, ma colse qualcosa nei miei occhi, che la fece scoppiare a piangere più forte. Ormai mi era impossibile nasconderle qualsiasi cosa,  e quello che aveva letto, era la mia paura. Per la prima volta avevo avuto veramente paura di morire, e lei l'aveva capito. Qualche giorno dopo la mia dimissione abbiamo avuto il tempo di parlarne insieme. Dopo la gravidanza, ci faremo una piccola vacanza su Corona, e forse, tra qualche tempo, ci trasferiremo direttamente lì.

"Non voglio che nostro figlio cambi le cose tra di noi... promettimi che vivremo sempre come ora, uno per l'altra... non trascureremo nostro figlio, ma non trascureremo neanche noi stessi. Non voglio che il giorno in cui lascerà questa casa, noi ci guarderemo come estranei... promettimi che ci sarai sempre per me..."
"Ci sarò... te lo prometto..."



24 gennaio 2015

误 (Wǔ) - Attimi Perduti


"Ogni volta che sente la tua voce si agita..."
"E se fosse perchè non sono abbastanza presente e lo spavento?"

Ero nella mia branda, su Roanoke, e guardavo il soffitto di quella camera di fortuna ricavata all'interno di una delle tende della base in costruzione. Non riuscivo a dormire, pensando a Zoey e a Kevin. Ne avevo già parlato con Megan, e più andava avanti, più quell'idea si faceva nitida. Stavo perdendo così tanto, attimi perduti che in nessun modo avrei potuto recuperare. Un padre non dovrebbe meravigliarsi di come la pancia sia cresciuta in un mese in cui si trovava su un altro pianeta... un padre dovrebbe essere presente, e vivere ogni giorno, con la madre di suo figlio.

_____________________________________________________________________________

 "MAMMAAAA!!!!"

Un bambino di appena tre anni gridava in mezzo alla neve, mentre degli uomini portavano via sua madre. Io ero lì, guardavo la scena come uno spettatore, in quell'ambiente così innaturale, immutabile, frutto dei miei sogni. Vedevo lei voltarsi e guardarmi, come se mi chiedesse aiuto. Occhi azzurri come il ghiaccio, arrossati dalle lacrime, mentre i due uomini la trascinavano su per il ponte di carico di un'astronave. Toccò al bambino subito dopo, e mentre quell'orrore si consumava davanti ai miei occhi, un senso di nostalgia, di perdita e di impotenza mi pervadeva.

_____________________________________________________________________________

Di lì a due giorni sarei partito per New London. Ero nel core, quindi decisi di fare una sorpresa a Zoey. Le presi una scatola di cioccolatini, i suoi preferiti, quindi mi recai a casa. La sua macchina non era lì, cosa che mi fece piacere. Avrei avuto del tempo per sistemare al meglio la sorpresa. Decisi anche di cucinare per lei, così che tornata dal lavoro, avrebbe avuto tutto pronto. La casa era stranamente in ordine. Mi sdraiai un attimo sul letto, sentii il suo odore sul cuscino. 


Mi sentivo sereno, mentre con la cena già pronta aspettavo il suo ritorno. Quella sarebbe stata la nostra serata, una di quelle che non ci concedevamo da tanto.

Era mezzanotte passata, e di lei nessuna traccia. La cena si era bella che freddata, mentre in piedi, guardavo dalla finestra alla ricerca della sua macchina. Affinchè la sorpresa funzionasse, ero tornato a casa con un taxi, lasciando la mia auto alla base della flotta.

Saranno state le due, la cena era fredda, e di lei ancora neanche un cenno. Avevo fame, per questo decisi di mangiare qualcosa. Mi spostai, ed accesi la holotv per ingannare il tempo. Davano un servizio su New Melbourne, e la catastrofe che l'aveva colpito pochi giorni prima. Il centro Blue Sun era stato attaccato da una massa di manifestanti. Fu in quel momento che un dubbio si insinuò in me. Presi il c-pad e le scrissi un messaggio.

"Amore, dove sei?" 
"Sono su New Melbourne, perchè?" 
"Niente, ho sentito la notizia in tv... ero preoccupato. Ti amo." 
"Ti amo anch'io... Mi manchi"
"Anche tu... non sai quanto." 







4 gennaio 2015

蹊 (Xī) - Il Sentiero


"Mi dispiace, so che volevi vedermi prima che partissi, ma gli addii sono sempre tristi e non volevo intristire anche te. Ti ringrazio per tutto ciò che hai fatto, Henn, ho grande stima di te e ti sarò sempre grata per essere stato vicino a Zoey, per averle dato quella pace che ha sempre desiderato e meritato. [...]"

Mi rigiravo quella lettera tra le mani. Una sensazione di tristezza, che non provavo da tempo mi stringeva il cuore in una morsa. Zoey me lo aveva detto che un giorno se ne sarebbe andata, ma non l'avevo mai presa sul serio, prima di quel momento.

_____________________________________________________________________________


"Se avessi la possibilità di scegliere in che animale reincarnarti, cosa sceglieresti?"

Non sapevo chi fosse allora quella ragazza bionda, di bell'aspetto, che sembrava volesse parlarmi a tutti i costi, anche mentre cercavo di pregare al tempio. Conoscevo da poco Zoey, e ancora non avevo imparato ad aprirmi agli estranei, cosa che tutt'ora faccio a fatica.

"Credo... un lupo..."

Solo dopo, quando si presentò e mi disse che voleva parlarmi, capii chi era. Elian Chernenko, detta Lee.

_____________________________________________________________________________


"Lee?"

Sembrava il fantasma di se stessa. Avevamo appena arrestato la Head di Hall Point, e lei era finalmente riuscita a scappare dalla schiavitù a cui era obbligata. Forse non l'ho dato a vedere, ma ero veramente felice di vederla sana e salva. Speravo che il suo ritorno avrebbe portato serenità non solo a me, ma soprattutto a Zoey. Stava soffrendo per lei. Si era sentita tradita dal fatto di non voler essere aiutata, dalla sua testardaggine e dalla sua imprevedibilità, che l'aveva portata a diventare la schiava di una pluriricercata omicida come Sharon Mackenzie.

_____________________________________________________________________________


"Anche tu come Lee, un giorno te ne andrai..."
"Stai mettendo in dubbio le mie promesse? 
"No, ma so che un giorno ti troverai a dover scegliere se tornare a casa da me... da noi... o restare al lavoro... e quel giorno, io ti perderò..."
"Sapevi già tutto... sapevi fin dall'inizio della mia lealtà all'Alleanza... perchè allora hai acconsentito a sposarmi... a darmi un figlio?" 
"Perchè ti amo... e voglio accompagnarti per questo tempo... anche se so, che un giorno tu mi lascerai..."

Quella conversazione mi aveva distrutto. Sentivo la terra scivolare da sotto i miei piedi, e sentivo che un'altra persona mi stava per abbandonare. Mi voltai, sconfitto, dirigendomi verso il piano di sopra, per andare a dormire. Non volevo più saperne, ma senza rendermi conto, la riconquistai, e la rincuorai, con una sola, fatidica frase.

"Comunque... io non mi diverto a rischiare la vita. Non sono affatto come Lee... se quel giorno arriverà, io sceglierò te... ho intenzione di vedere mio figlio crescere, ed ho intenzione di farlo con i miei occhi..."

Si mise a piangere, e mi baciò... 

_____________________________________________________________________________
 "Vi auguro la migliore fortuna. A tutti e tre."
Così si chiudeva quella lettera. Era ormai diverso tempo che avevo parcheggiato nel vialetto della mia nuova casa. La pioggia cadeva, rispecchiando il mio stato d'animo. Rimasi in pensiero per minuti, prima di prendere il c-pad, e digitare un messaggio.

"Non so se leggerai questo messaggio, ma ti lascio con queste poche parole:
E' stato un onore, condividere questa parte di sentiero. Qualsiasi cosa la strada ti riservi, ricorda che qui hai degli amici che ti accoglieranno come se non te ne fossi mai andata.
Henner Yunchang"