"Ogni volta che sente la tua voce si agita..."
"E se fosse perchè non sono abbastanza presente e lo spavento?"
Ero nella mia branda, su Roanoke, e guardavo il soffitto di quella camera di fortuna ricavata all'interno di una delle tende della base in costruzione. Non riuscivo a dormire, pensando a Zoey e a Kevin. Ne avevo già parlato con Megan, e più andava avanti, più quell'idea si faceva nitida. Stavo perdendo così tanto, attimi perduti che in nessun modo avrei potuto recuperare. Un padre non dovrebbe meravigliarsi di come la pancia sia cresciuta in un mese in cui si trovava su un altro pianeta... un padre dovrebbe essere presente, e vivere ogni giorno, con la madre di suo figlio.
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"MAMMAAAA!!!!"
Un bambino di appena tre anni gridava in mezzo alla neve, mentre degli uomini portavano via sua madre. Io ero lì, guardavo la scena come uno spettatore, in quell'ambiente così innaturale, immutabile, frutto dei miei sogni. Vedevo lei voltarsi e guardarmi, come se mi chiedesse aiuto. Occhi azzurri come il ghiaccio, arrossati dalle lacrime, mentre i due uomini la trascinavano su per il ponte di carico di un'astronave. Toccò al bambino subito dopo, e mentre quell'orrore si consumava davanti ai miei occhi, un senso di nostalgia, di perdita e di impotenza mi pervadeva.
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Di lì a due giorni sarei partito per New London. Ero nel core, quindi decisi di fare una sorpresa a Zoey. Le presi una scatola di cioccolatini, i suoi preferiti, quindi mi recai a casa. La sua macchina non era lì, cosa che mi fece piacere. Avrei avuto del tempo per sistemare al meglio la sorpresa. Decisi anche di cucinare per lei, così che tornata dal lavoro, avrebbe avuto tutto pronto. La casa era stranamente in ordine. Mi sdraiai un attimo sul letto, sentii il suo odore sul cuscino.
Mi sentivo sereno, mentre con la cena già pronta aspettavo il suo ritorno. Quella sarebbe stata la nostra serata, una di quelle che non ci concedevamo da tanto.
Era mezzanotte passata, e di lei nessuna traccia. La cena si era bella che freddata, mentre in piedi, guardavo dalla finestra alla ricerca della sua macchina. Affinchè la sorpresa funzionasse, ero tornato a casa con un taxi, lasciando la mia auto alla base della flotta.
Saranno state le due, la cena era fredda, e di lei ancora neanche un cenno. Avevo fame, per questo decisi di mangiare qualcosa. Mi spostai, ed accesi la holotv per ingannare il tempo. Davano un servizio su New Melbourne, e la catastrofe che l'aveva colpito pochi giorni prima. Il centro Blue Sun era stato attaccato da una massa di manifestanti. Fu in quel momento che un dubbio si insinuò in me. Presi il c-pad e le scrissi un messaggio.
"Amore, dove sei?"
"Sono su New Melbourne, perchè?"
"Niente, ho sentito la notizia in tv... ero preoccupato. Ti amo."
"Ti amo anch'io... Mi manchi"
"Anche tu... non sai quanto."